
Camillo Golgi è considerato uno dei "padri" della neuroistologia e della neurocitologia grazie all'approfondita e puntuale descrizione delle cellule e delle fibre nervose ottenuta attraverso l'osservazione microscopica diretta; descrizione che gli permise di formulare la teoria anatomo-fisiologica della "rete nervosa diffusa".
Laureatosi in medicina a Pavia nel 1865 con una tesi sull'eziologia delle malattie mentali discussa con Cesare Lombroso, approdò presto al laboratorio di Giulio Bizzozero (allievo di Paolo Mantegazza e professore di patologia generale). In questa sede, a stretto contatto con gli studiosi tedeschi, poté avviare una serie di ricerche sull'anatomia patologica e sulla fisiologia del sistema nervoso, svolgendo studi sul tessuto interstiziale. Già docente privato di microscopia clinica nel 1871 divenne, l'anno seguente, primario medico-chirurgo della Pia Casa degli incurabili di Abbiategrasso. Nonostante le limitate possibilità sperimentali proseguì le esperienze avviate e, nel 1873, scoprì la colorazione dei tessuti che avrebbe rivoluzionato lo studio istologico del sistema nervoso ("reazione nera" o "reazione cromoargentica").
Divenuto professore ordinario di anatomia all'Università di Siena (1875) e di istologia a Pavia (1876), nel 1879 ottenne, sempre nell'ateneo pavese, l'insegnamento vacante di patologia generale e la direzione del relativo laboratorio. Nel 1882 pubblicò gli Studi sulla fina anatomia degli organi centrali del sistema nervoso, opera che raccoglieva i lavori sul sistema nervoso periferico e centrale.
Come direttore di un reparto all'Ospedale San Matteo, Golgi svolse un'intensa attività clinica: fornì infatti importanti contributi allo studio e alla cura della malaria con la scoperta delle connessioni sussistenti fra il morbo e la segmentazione dei plasmodi (Sull'infezione malarica, 1886). Ma le sue ricerche neuroistologiche divennero ogni anno più celebri grazie anche al sodalizio scientifico con Rudolph Albert von Kölliker e alla querelle con l'istologo Santiago Ramón y Cajal (premio Nobel per la medicina nel 1906). Più volte nominato rettore dell'Università di Pavia (fra il 1890 e il 1910), per volere del re Umberto I fu senatore del Regno dal 1900. Nonostante i numerosi impegni istituzionali non abbandonò mai la ricerca e l'attività scientifica diretta: nel 1906 ottenne il premio Nobel per la medicina.
Dario De Santis